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Firenze batte Roma nei Musei più visitati

Nella lista dei Musei d’Arte più visitati al mondo, ce ne sono diversi di Firenze, e la Galleria degli Uffizi rappresenta in assoluto il museo italiano più visitato (dopo i Musei Vaticani che però, tecnicamente, appartengono a Città del Vaticano,  e non sono dunque un museo italiano).

Se visitate la pagina di Wikipedia dedicata alla “Lista dei Musei d’Arte più visitati del mondo”, la Galleria degli Uffizi di Firenze, primo fra quelli italiano, figura al 21° posto, sulla base dei volumi di visitatori rilevati nel 2012.

La nascita di Venere del Botticelli, dipinto simbolo degli Uffizi

Gli altri musei fiorentini presenti nella prestigiosa lista sono:

  • Galleria dell’Accademia (dove si trova il David di Michelangelo): al 42° posto con 1.225.254 visitatori
  • Palazzo Strozzi: al 68° posto con 934.563 visitatori
  • Palazzo Pitti: all’87° posto con 742.184 visitatori

Con 4 Musei d’Arte nella Top 100 mondiale, Firenze batte alla grande Venezia (Palazzo Ducale) Trieste (Parco del Castello di Miramare), Milano (Castello Sforzesco), Napoli (Parco di Capodimonte) e Torino (Venaria Reale). Ma soprattutto, strano a dirsi, sopravanza Roma, che mette il suo primo museo d’arte al 71° posto (Castel Sant’Angelo), seguito dal Museo Centrale del Risorgimento (93° posto) e dal Complesso del Vittoriano (95° posto).

Firenze si conferma città regina in Italia per l’arte e questo ce lo potevamo aspettare: ciò che delude veramente è che il primo Museo d’Arte italiano sia piazzato solo al 21° posto, anche considerato che, davanti agli Uffizi troviamo, per esempio, due musei della Corea del Sud (12° e 15° posto) ed uno (7° posto) di Taiwan.

Finchè si tratta del Louvre, del British Museum o dell’Hermitage di San Pietroburgo, si può anche capire, ma quando davanti ai Musei d’Arte più famosi d’Italia trovi musei di Taiwan, coreani o anche solo il Museo Nazionale di Scozia, viene da pensare che in Italia c’è qualcosa che non va con il settore del turismo e della cultura, particolarmente importanti per la nostra economia. Decisamente una curiosità che fa riflettere.

Redazione: